L’importanza di comunicare PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Vecchiato   
Mercoledì 21 Luglio 2010 15:38

In questi giorni, Attilio Pavin, del Gruppo giovani, ha realizzato nella propria città la pizza più lunga del mondo, che è entrata nel Guinness dei Primati. Di primo acchito, fatti i compimenti ad Attilio, verrebbe da valutare l’evento come una  delle tante notizie locali. Invece, riflettendo con attenzione, alla luce dei cambiamenti epocali che, non per colpa nostra, il mercato ha subito negli ultimi anni, eventi del genere vanno rivalutati e incentivati.

Questo perché la realizzazione di uno dei più classici prodotti italiani, la pizza, che per molti anni non era definita nel dna del fornaio artigiano, è stata realizzata  nella dimensione record proprio da un panificatore artigiano.

Sono questi gli input che, sopratutto a livello locale, dobbiamo dare per comunicare al consumatore che il fornaio non è solo l’uomo del pane, ma che dal pane attinge una professionalità inavvicinabile, tale da poter essere applicata a tutti i prodotti legati a doppio filo con lo stesso e realizzando quindi prodotti di alta qualità.

La professionalità, nel mondo di oggi, è bagaglio di pochi, soprattutto nelle “nuove professioni” proliferate negli ultimi anni, come ad esempio le pizzerie a taglio, nelle quali si sono tuffati pseudo professionisti che fino al giorno prima si occupavano di vendere calzature o bulloni. O, peggio, dove gli “operatori” derivano direttamente da quel mondo di “fannulloni”, come li ha definiti il ministro Brunetta, ai quali la famiglia pur di avviarli sulla strada del lavoro, ha aperto loro una nuova attività, dipinta magari come “ad alto guadagno”, ma di scarso impegno temporale.

A questa sagra del dilettante, siamo arrivati grazie a governi che non hanno pensato, negli anni, a tutelare e difendere le grandi e inarrivabili professioni italiane e che, invece, in nome della globalizzazione hanno sacrificato tutto e tutti permettendo magari anche a chi non ha mai visto una pizza o una focaccia se non nel negozio del fornaio, di inventarsi produttore della stessa, senza neanche conoscere l’abc della panificazione e delle norme igienico-sanitarie, con il pericolo concreto di mettere a rischio la salute dei consumatori.

Grazie, quindi, ad Attilio. Questo tipo di iniziative, oltre a dare lustro all’organizzazione territoriale che le realizza e, conseguentemente, ai fornai del territorio, sensibilizzano i consumatori a rivolgersi per l’acquisto ai veri professionisti della farina. Che garantiscono con la forza di una professionalità tramandata di generazione in generazione la grande qualità dei prodotti di cui il nostro paese è portabandiera nel mondo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Luglio 2010 15:40