| Cibo: esigenza, nutrizione e … |
|
|
|
| Scritto da Simona Lauri |
| Mercoledì 21 Luglio 2010 15:41 |
|
Si sente parlare di nutraceutica come la nuova frontiera delle scienza e della sperimentazione nella futura alimentazione. In realtà, così è nel momento in cui la funzione del cibo va ben oltre quella dell’ alimentazione, nutrizione, edonismo, ma acquista un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella terapia di particolari patologie e/o forme cancerogene, svolgendo effetti salutistici e funzionali sulla salute sia fisica sia psicologica degli esseri umani. Nutraceutica: la definizione di questo termine si può trovare solo recentemente in un qualsiasi aggiornamento del vocabolario della lingua italiana o sui motori di ricerca dell’enciclopedia virtuale wikipedia. Si legge infatti che la sua origine risale a circa 10 anni quando il termine fu letteralmente inventato da un medico che unì i termini nutrizione e farmaceutica creando proprio la radice e la desinenza della parola nutr- aceutica o nella sua forma aggettivale nutraceutico. La nutraceutica è quindi la scienza che si occupa dello studio di quegli alimenti, o parti di alimenti, che hanno una particolare funzione benefica sulla salute umana sia come prevenzione sia come effetti terapeutici. Molto spesso l’aggettivo nutraceutico viene paragonato all’aggettivo funzionale anche se un alimento funzionale non è detto che sia un alimento nutraceutico. Un alimento risulta pertanto funzionale quando è utilizzabile tal quale per le sue capacità di prevenire o curare particolari patologie, come nel caso di un consumo di frutta e verdura per prevenire alcune patologie e/o forme tumorali, mentre un nutraceutico non è altro che una preparazione farmaceutica (pillole, capsule, ecc.) contenente i principi attivi presenti negli alimenti funzionali, ma estratti, purificati, concentrati e dosati. Facendo un semplice esempio si può dire che il thè verde deteinato rientra negli alimenti funzionali se la sua assunzione giornaliera è di circa 10-12 tazze in quanto è stato dimostrato che è in grado di prevenire alcune malattie degenerative comprese certe forme tumorali, ma è anche vero che è usato come base per certi prodotti nutraceutici contenenti catechine che da esso vengono estratte. Le catechine sono flavonoidi presenti anche nel cioccolato, nella frutta, nella verdura, nel vino ed in molte altre specie vegetali. L’importanza delle catechine è stata più volta dimostrata in letteratura in particolare il ruolo basilare che rivestono nella inibizione della proliferazione delle cellule tumorali, nella riduzione delle placche aterosclerotiche, nella prevenzione di malattie cardiovascolari, oltre al fatto che svolgono una importante azione antiossidante e regolano il ciclo cellulare. Oltre a possedere un’azione antiossidante diretta, le catechine potenziano altri sistemi antiossidanti, come quelli in cui è coinvolta È noto fin dall’antichità che la natura è una fonte inesauribile di piante ad azione fitoterapica, nutrizionale, funzionale ed ora anche nutraceutica a tal punto che un discorso simile può essere fatto anche per un altro alimento: il carrubo, una leguminosa sempreverde coltivata nelle regioni mediterranee. Tale pianta è usata sia come alimento funzionale sia come nutraceutico in quanto dalle sue foglie, semi e frutti si possono estrarre: galattomannani, catechine, tannini idrolizzabili, sostanze benzodiazepinosimili ecc. anche se nel settore alimentare la sua notorietà deriva principalmente dalla farina ricavata dai suoi semi, famosa per essere una farina con elevate proprietà idrocolloidi (assorbe fino al 40% di acqua) grazie alla presenza della carrubina e poche volte anzi quasi mai viene utilizzato e considerato come un vero e proprio alimento funzionale per le sue fibre ad azione prebiotica. La lista è molto lunga. Meraviglioso progresso del settore farmaceutico-nutrizionale, innovativa e futura concezione di alimento o primo passo verso il cibo in pillole? |


